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Mar Nero

Due donne vivono insieme, nella stessa casa, nella periferia di Firenze.
Germana è un’anziana da poco rimasta vedova. Angela, la badante, è una giovane rumena da pochissimo in Italia. Entrambe sole, si cercano inconsapevolmente, e, giorno dopo giorno, si schiudono l’una all’altra; Gemma rivede nella vicenda di Angela la sua gioventù nell’Italia del dopoguerra e rivive, attraverso la determinazione della ragazza a mettere da parte i soldi per avere un bambino, la sua vita fatta di sacrifici per far studiare il figlio Enrico. Angela e Gemma, inizialmente così diverse, si scoprono simili e si legano in un rapporto apparentemente idilliaco. Finché non irrompe, violento, un tragico imprevisto: il marito di Angela, rimasto in Romania, scompare. La ragazza vorrebbe partire alla sua ricerca ma Gemma, con l’egoismo tipico della vecchiaia, non vuole rinunciare a lei e ritrovarsi ancora sola.
Gemma, però, è anche una donna dal cuore grande e Angela ha saputo risvegliare con la sua voglia di vivere le ultime emozioni che la vita le riserva. Accade così l’imprevedibile: non sarà Angela a restare, ma Gemma a partire con lei. In un’avventura “on the road” fuori tempo massimo, le due donne si ritrovano in Romania, alla foce del Danubio, ognuna alla ricerca della propria verità.

L’esemplarità etica di questa storia sta nella ricchezza di autentica umanità che si sprigiona dall’unione di due emarginazioni.

Note di regia
Mar Nero è legato a fatti della mia biografia: Gemma è mia nonna e Angela è stata la sua “badante”. L’anima e i personaggi di questa storia li devo a loro. Ci sono i loro caratteri, le loro emozioni, le loro tensioni. Tutto il loro rapporto.
Sono convinto che il modo in cui si gira un film dipenda dal motivo per cui lo si fa. Il set di Mar Nero è stato il riflesso di questa idea: abbiamo cercato di non stravolgere la dimensione privata, il tono “intimo” di questa storia. Ciò che più mi premeva era restituire Gemma e Angela nella loro autenticità.
Ho carcato di adottare una forma essenziale, limpida, asciutta, priva di artifici e compiacimenti stilistici, tutta tesa in direzione degli attori e dell’essenza drammatica della scena.
Ilaria Occhini è stata la nostra Gemma. Signora del teatro italiano con Visconti, Gassman e Ronconi, Ilaria mi ha convinto soprattutto perché è una “fiorentina doc” e non solo è tra le poche ex-bellissime degli anni ’60 naturalmente invecchiata ma ha anche accettato con lucidità ed entusiasmo di mettersi in gioco.
Vedere la nostra società con gli occhi di chi sopravvive ai margini, come gli anziani e gli stranieri, smuove degli interrogativi, insinua dubbi, ci mette in una posizione scomoda. Spero che questo film aiuti il pubblico ad operare un piccolo cambio di prospettiva sulla realtà che ci circonda.
Federico Bondi, regista di Mar Nero

  • Genere: Drammatico
  • Durata: 95′
  • Rating: Per tutti
  • Regia: Federico Bondi
  • Lingua: Italiano
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regista

Federico Bondi è nato a Firenze nel 1975, si è laureato in Lettere presso l’Università di Firenze. È autore e regista di spot e documentari. Tra questi ricordiamo Soste, Soste Japan e L’uomo planetario. L’utopia di Ernesto Balducci.
Mar Nero (2009) è il suo primo lungometraggio di finzione, in concorso internazionale al Festival di Locarno (Pardo d’oro alla migliore interprete femminile, Premio Giuria Ecumenica e Premio Giuria Giovani), Nomination Nastri d’Argento “Miglior regista esordiente”.

Cast

Ilaria Occhini, Dorotheea Petre, Corso Salani, Vlad Ivanov, Maia Morgenstern

produzione e distribuzione

Mar Nero è prodotto da Francesco Pamphili per Film Kairos. Produzione esecutiva di Giorgia Priolo e Marina Spada. Una produzione Film Kairos e RAI Cinema (2008), in co-produzione con Ada Solomon per Hi Film e Giorgia Priolo per Manigolda Film, con il contributo di Toscana Film Commission. Distribuito al cinema in Italia il 30 gennaio 2009.

colonna sonora

Musiche originali di Enzo Casucci, montaggio del suono e presa diretta di Mirko Guerra.